Crisi evidente anche in Ciociaria, lo dimostrano le casse integrazioni con un calo apparente e na crisi che è da considerarsi come un’evidenza.
Diventa dunque importante fermarsi a fare una riflessione sui numeri che sicuramente continuano a preoccupare e che non tendono a migliorare.

Nonostante la lieve diminuzione delle ore concesse nel 2024, Frosinone e provincia si collocano tra le più colpite di tutto il paese. Una riflessione che apre degli spunti per cercare di capire come il mondo dell’economia debba cambiare rapidamente nel nostro paese anche a iniziare dalle città come la nostra.
Se nel 2023 erano state oltre 10 milioni le ore di cassa integrazione, il 2024 si è chiuso con poche meno di 9. Si tratta di una variazione con una percentuale del -14.2%. I numeri sono stati messi a disposizione dal Servizio Lavoro, coesione e territorio della Uil ed evidenziano come si stia assistendo a un’inversione di rotta decisa verso nuovi orizzonti.
Aspettiamo dunque di vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, ma la sensazione è che qui si debba correre, quanto prima, ai ripari per evitare che la situazione possa trasformarsi in un tracollo poi impossibile da sanare.
Cassa integrazione, le parole di Anita Tarquini
In merito alla situazione legata alle casse integrazione, e più in generale ai problemi sul lavoro, ha parlato Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone. Questa ha specificato: “A una prima lettura la percentuale in calo può trarre in inganno, lasciando immaginare chissà quale scenario roseo per lavoratrici e lavoratori della provincia, ma non è stato così. Andando ad approfondire l’analisi, che la Uil ha elaborato su fonte Inps, scopriamo che il monte delle ore del 2024 ci porta all’11esimo posto tra le province italiane per ore concesse”.

Una situazione a cui si deve porre rimedio, ma non basta. “Non è tutto. Il confronto con le altre province del Lazio è impietoso. Se Roma ne ha totalizzate più di 11 milioni, la Ciociaria si colloca subito dopo, distanziando gli altri territori nettamente, tra cui Latina il cui monte ore, seppure si possa dire in crescita, risulta più basso rispetto al nostro di oltre sette milioni”.
Insomma uno studio che ci porta a dover riflettere su qual è il vero motivo in cui cambiano le ore e perché continuano a essere così alte nel nostro territorio. Il Comune è al lavoro per cercare una soluzione che al momento sembra essere ancora molto lontana nonostante ci si stia lavorando da tempo.